Europa,  Germania

Berlino

Finalmente siamo riusciti a trovare una valida offerta per Berlino che ci ha consentito di passare un weekend in questa meravigliosa città.

GIORNO 1

Purtroppo il primo giorno siamo arrivati molto tardi a causa di un ritardo dell’aereo. Per poter arrivare in città dall’aeroporto Tegel con i mezzi pubblici, dovrete uscire dall’aeroporto e seguire le indicazioni per i pullman;  prima di arrivare alla fermata dell’autobus troverete le macchinette per acquistare biglietti singoli ed abbonamenti;  Noi abbiamo preso l’abbonamento che comprendeva tutti i mezzi, della durata di 72 ore e che copriva le zone A e B, le più turistiche; il costo è stato di 23,90€ a persona. Indicativamente, dall’aeroporto al centro città impiegherete 20 minuti  con i mezzi.  Pullman, tram e metro sono veramente efficienti; si può andare da una parte all’altra della città in poco tempo e noi li abbiamo presi con serenità anche di notte. Detto questo, vi consiglio di girare Berlino anche a piedi perché una delle caratteristiche più interessanti di questa città è sicuramente la meravigliosa street art che potrete ammirare tra uno spostamento e l’altro.

Ogni meta ha la sua esperienza culinaria da dover fare, e noi ci siamo fermati a mangiare al Augustiner am Gendarmenmarkt, un locale tipico dal personale un po’ burbero ma con portate davvero eccellenti! Siamo finiti qui per due volte di fila ed il locale è sempre molto affollato per cui dovrete avere un po’ di pazienza: per uno stinco croccante e  cotto alla perfezione, si fa questo ed altro.

Vicino al locale si trova la Gendarmenmarkt che abbiamo trovato completamente illuminata. Considerata una delle più belle piazze di Berlino, fu progettata intorno al XVII secolo ed ospitava il quartier generale del reggimento dei Gendarmi. La piazza viene racchiusa da tre maestosi monumenti. Il primo è il Konzerthaus, la sala da concerti di Berlino, ricostruita totalmente dopo la seconda Guerra Mondale. Al centro della piazza, e davanti al Konzerthaus, potete ammirare la maestosa statua di Schiller. Attorno alla sala concerti si trovano rispettivamente la Französischer Dom(cattedrale francese) e la Deutscher Dom(cattedrale tedesca). Tutti i monumenti erano completamente illuminati grazie a proiettori. Nei giorni successivi siamo andati a visitarla anche di giorno per poter vedere le chiese, ma di sera con i giochi di luce e i fasci colorati proiettati sui monumenti,  ha un fascino senza eguali ve lo garantisco.

GIORNO 2

Sveglia alle 7, ci si dirige verso la porta di Brandeburgo. Abbiamo voluto visitarla molto presto e ancor prima di fare colazione. Purtroppo era transennata per un concerto e non ci siamo potuti avvicinare granché ma siamo contenti di esserci andati alle prime luci perché, con l’alba alle sue spalle e senza nessuno nei dintorni, lo spettacolo ci ha lasciati senza fiato. Questa imponente struttura neoclassica fu completata intorno al 1795 e si ispira all’ingresso dell’Acropoli di Atene. Nei primi dell’Ottocento fu smantellata e portata a Parigi per ordine di Napoleone. Venne poi presto restituita e diventò un simbolo di vittoria. Fu testimone di moltissimi eventi della storia della Germania, tra cui la nascita del Terzo Reich. Situata nella Berlino est, segnò il confine tra le due Berlino fino al 1989.

Dopo questa splendida sosta  ci si incammina per cercare un posto dove fare colazione. A tal proposito vi suggerisco la catena Back-Factory, una pasticceria self-service dove potete trovare caffè, tè, succo, brioche,muffin,  dolci vari, panini e molte altre golosità. Hanno anche un buon assortimento di panini salati e noi spesso li abbiamo presi per fare un pranzo veloce, in giro per la città. Il costo della nostra colazione con due caffe , un dolcetto alla cannella, una pizza e un brezel è stato di 5€ circa per due; complessivamente rimanevamo su quella cifra anche per i due panini per il pranzo. 

Il secondo giorno ci siamo diretti al Judisches Museum Berlin (Museo Ebraico) che si trova a Lindenstrasse. Il costo dell’ingresso è di 8€ più 3€ per l’audioguida in italiano, che vi consiglio assolutamente.  Il museo si divide in due edifici, uno in stile barocco, dove è situata l’entrata, l’altro invece, rispecchia l’architettura del tardo XX secolo ed è stato ideato dall’architetto Daniel Libeskind. La straordinaria forma di quest’ultimo edificio ricorda una stella di David destrutturata. L’antico edificio e quello nuovo sono collegati tramite un passaggio sotterraneo. La planimetria disorientante del secondo edificio,formata  le strette gallerie incurvate e pareti storte, ha il compito di provocare un senso di smarrimento nello spettatore, per rappresentare la travagliata storia ebraica. 

 All’interno potrete seguire tre percorsi, chiamati anche assi, che si intersecano tra loro varie volte e rappresentano i diversi destini degli ebrei: l’asse dell’Olocausto, l’asse dell’Esilio e l’asse della Continuità. Prendetevi il tempo che vi serve per poter osservare il Giardino dell’Esilio  collocato alla fine del suo asse. È composto da 49 pilastri che rappresentano la fondazione dello stato d’Israele, più uno che rappresenta invece Berlino. Questa struttura all’aperto vuole simboleggiare l’esilio forzato degli ebrei durante il periodo nazista. Il pavimento è inclinato di sei gradi e avrete la sensazione che, passo dopo passo, qualcosa vi trascini sempre indietro per cercare di trasmettervi un senso di straniamento, confusione: lo straziante smarrimento provato dagli ebrei che si trovarono costretti a lasciare la propria patria. 

Vi assicuro che non ci sono parole appropriate per descrivere questo museo, poiché si tratta di un’ esperienza sensoriale più che una semplice visita: della vostra percezione di spazi vuoti, di mancanze, disperazione, di luci e tenebre che purtroppo, rappresentano l’umanità stessa. 

Vicino al museo potete raggiungere questo meraviglioso campo da basket, circondato da uno dei graffiti più belli della città. 

Questo enorme elefante si trova precisamente in Wilhelmstrasse 7, Kreuzberg .

Diretti al muro di Berlino ci siamo goduti qualche altra magnifica opera artistica. Lungo il tragitto, ci siamo fermati anche al Checkpoint Chairlie che, tra il 1961 ed il 1990  rappresentava l’unico punto di passaggio per gli stranieri, tra Berlino est ed ovest.

Dopo questa veloce sosta, ci siamo diretti ala East Side Gallery dove potete trovare una sezione del muro lunga 1300 m e completamente ricoperta da graffiti. Questo è stato uno dei luoghi più emozionanti per noi, poiché ti trasmette sentimenti ambivalenti: da un lato puoi percepire la sofferenza di una nazione che, per 28 anni, si è ritrovata divisa e spaccata in due; dall’altro i dipinti ispirati alla pace ti comunicano invece la sua rinascita, la voglia di andare avanti  e di costruire un futuro insieme.

Nel tardo pomeriggio ci siamo diretti ad Alexanderplatz, la piazza che originariamente ospitava un grande mercato di bestiame e lana. Il nome deriva dallo zar Alessandro I che la visitò nel 1805. Completamente distrutta nella seconda guerra mondiale, oggi è un centro vitale della città di berlino, dove sorgono case, negozi e rappresenta anche un importante centro nevralgico per i trasporti. Da qui si può ammirare la Fernsehturm(torre della televisione) che con i suoi 368m, è considerata una delle più alte in Europa. Sempre nella piazza troverete l’Urania Weltzeituhr, un enorme orologio che gira continuamente e che segna l’ora di tutto il mondo.La piazza di per sé non ci ha fatto impazzire ma, fortunatamente, siamo capitati durante il periodo dell’oktoberfest, e l’atmosfera era davvero intrigante. In tutta la piazza erano dislocate casette di legno dove poter mangiare currywurst, bere birra e assaggiare dolciumi di ogni genere. Dopo questa lunga giornata, ci dirigiamo verso l’hotel. Abbiamo trovato un piccolo ristorantino thailandese vicino alla nostra sistemazione.

GIORNO 3

Un’altra giornata impegnativa ci aspettava! Dopo la colazione ci siamo diretti all’isola dei musei che contiene al suo interno ben cinque dei più importanti musei della città. Uscendo molto presto, ci siamo goduti l’atmosfera ovattata di una città al suo risveglio. Le piazze erano sgombre e le strade percorse da pochi ciclisti e da qualche pedone diretto al lavoro. Una strana trasformazione per la città frenetica che ci aveva accolto pochi giorni prima. 

Una volta arrivati, per questioni di tempo abbiamo scelto di accedere solo al Pergamonmuseum dov’è possibile ammirare la maestosa porta di Babilona e la porta del mercato di Milet. Purtroppo l’altare di Pergamo sarà chiuso per ristrutturazione fino al 2020…. Ci toccherà ritornarci!

Nel pomeriggio ci siamo diretti verso la nostra ultima tappa prima di tornare a casa: gli otto cortili ebraici Hackesche Höfe. Sono situati al numero 40 di Rosenthalerstrasse. Qui troverete un piccolo ingresso che vi darà accesso a 8 magnifici cortili interconnessi tra loro. I palazzi che li circondano sono stati gravemente danneggiati durante la seconda guerra mondiale e sono stati ricostruiti in stile liberty; ora sono adibiti a uffici, negozi, ristoranti e deliziose botteghe.

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